Sentenza I · Il cardine
La Legge · nella lezione del Maestro Cornelio
«Fai ciò che vuoi sarà tutta la legge.»
Questa è la prima parola e l'ultima. Il Maestro Cornelio la chiama il cardine, perché attorno ad essa ruota ogni altro insegnamento, come la porta ruota attorno al perno che la sostiene. Tutto ciò che verrà detto dopo non sarà che commento. Ma proprio perché è così breve, questa sentenza è anche la più fraintesa. L'orecchio distratto vi sente un permesso, una licenza di inseguire ogni capriccio. L'orecchio attento vi sente invece una vocazione.
«Ciò che vuoi» non è ciò che ti attrae nel momento, né ciò che la paura o l'abitudine ti suggeriscono. È la volontà vera, il movimento profondo dell'essere che coincide con la sua natura. Fare ciò che si vuole significa, dunque, smettere di fare ciò che non si vuole: smettere di vivere per compiacere, per obbedire a voci estranee, per ripetere copioni scritti da altri. È una liberazione, ma è anche un compito. Nessuno può dirti qual è la tua volontà: devi scoprirla tu, ascoltando con pazienza.
Il Maestro insegna che quando questa sentenza viene compresa davvero, ogni altra legge diventa superflua. Non perché si possa fare il male, ma perché chi segue la propria orbita non ha bisogno di essere trattenuto: la sua stessa natura lo guida, come la gravità guida i pianeti senza bisogno di catene.